Ossario italiano vicino Caporetto e l'Isonzo (Costruito nel 1938 in memoria dei soldati italiani caduti nelle vicinanze)

Ossario italiano vicino Caporetto e l'Isonzo (Costruito nel 1938 in memoria dei soldati italiani caduti nelle vicinanze) - Archivio Fondazione Vie di Pace, foto: Cimpric

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Slovenia, i luoghi della Grande Guerra – 5ª puntata

L’itinerario storico e naturale di Caporetto

Kobarid è una cittadina di origini remote che raggiunse la massima prosperità nell’epoca romana. Ma a collocarla nella geografia mondiale furono soprattutto gli accadimenti dell’ottobre 1917 sul Fronte Isontino.
Un Museo fondato nel 1990 testimonia in particolare la 12a battaglia dell’Isonzo, più nota come battaglia di Caporetto. Fu l’azione di sfondamento meglio riuscita nella Prima guerra mondiale e uno dei primi esempi di combattimento condotto con il metodo della guerra-lampo. A riconoscimento del contributo reso al patrimonio culturale europeo, il Museo fu insignito del Premio per i musei del Consiglio d’Europa per l’anno 1993. È aperto tutti i giorni dell’anno.

Museo di Caporetto - Fonte Archivio SPIRIT, foto: Bobo
Museo di Caporetto – Fonte Archivio SPIRIT, foto: Bobo

 

I dintorni
Poco distante, sul Gradič fu costruito l’Ossario italiano (foto in alto) ad arcate concentriche che racchiudono la chiesa di S. Antonio: vi furono tumulati i resti di 7014 combattenti italiani, noti ed ignoti, caduti durante la Prima guerra mondiale e prelevati dai vicini cimiteri militari.
Sempre nelle vicinanze si trova un famoso insediamento elevato di epoca tardo-antica denominato Tonocov grad.
Da Trnovo a Caporetto l’Isonzo scorre in una profonda gola scendendo tra rapide e imponenti massi rocciosi disseminati nel suo letto. Un luogo adatto agli appassionati di rafting. Proprio nei pressi Caporetto le due sponde sono collegate sin dall’antichità da un ponte. Quello vecchio fu costruito nel 1750; più tardi vi passò l’esercito di Napoleone, da cui prese il nome. Durante la Prima guerra mondiale fu fatto saltare in aria dagli Austriaci in ritirata. Gli Italiani lo ricostruirono prima in legno, poi in ferro.

Rafting Isonzo, Ponte di Napoleone - Fonte Archivio SPIRIT, foto: LTO Sotocje
Rafting Isonzo, Ponte di Napoleone – Fonte Archivio SPIRIT, foto: LTO Sotocje

 

Più a nord s’incontrano le cascate del Kozjak, un affluente dell’Isonzo. Una colonna d’acqua bianca, alta 15 metri, precipita in uno specchio verde-azzurro offrendo ai turisti uno scenario indimenticabile.

Per scoprire un nuovo itinerario sui sentieri storici della Prima guerra mondiale e fra le bellezze naturali slovene, vi diamo appuntamento alla prossima puntata.

 

Puntata precedente: Sul Kolovrat, fra le trincee del Museo all’aperto

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