Villa Aldobrandini

storie di verde romano

Villa Aldobrandini, il panorama romano da un’altra prospettiva

Un altro punto panoramico che la città di Roma offre è costituito da Villa Aldobrandini.
Oggi si presenta come un giardino pensile racchiuso da muraglioni, in prossimità di via Nazionale e via Quattro Novembre, ed è quel che rimane di un’estesa proprietà che arrivava fino alla Piazza del Quirinale.
La sua storia inizia nel 1566, quando monsignor Giulio Vitelli, originario di Città di Castello, acquistò una vigna, con orti e alcuni edifici. La villa comprendeva, secondo lo schema cinquecentesco, un edificio, un giardino segreto e un parco. Giulio Vitelli affidò i lavori di restauro e abbellimento della Villa all’architetto Carlo Lambardi.
In seguito, agli inizi del 1600, divenne proprietà del nipote di Papa Clemente VII, il cardinale Pietro Aldobrandini, il quale ordinò imponenti lavori di ristrutturazione, anche nel giardino, che fu arricchito con alberi ad alto fusto, in parte ancora esistenti. I viali furono arredati con statue, vasi, cippi, sedili, alcune fontane e una peschiera (oggi non più esistente). L’apertura di via Nazionale tra il 1873 e il 1901 comportò una notevole riduzione in estensione della Villa. Nel 1926 il giardino fu ceduto allo Stato e venne ulteriormente ridotto e separato dal palazzo. Attualmente vi si accede da una via laterale, attraverso una ripida scalinata che si inerpica tra ruderi antichi della fine del primo secolo.
Nonostante la sua storia mostri il poco valore che gli è stato attribuito nel corso dei decenni, questo resta un luogo di particolare bellezza da visitare senz’altro.
Inoltre, nonostante le dimensioni ridotte, presenta un patrimonio botanico abbastanza variegato. Si ritrovano, infatti, specie particolari come la Quercia di fiume (Allocausarina torulosa), originaria dell’Oceania, la Palma di San Pietro (Chamaerops humilis), l’Arancio amaro (Citrus aurantium), il Limone (Citrus limon), il Mandarino (Citrus reticulata), il Lauro trinervio (Cocculus laurifolius), il Cipresso (Cupressus sempervirens), la Cycas (Cycas revoluta), l’Albero dei pappagalli (Erythrina crista-galli), il Frassino (Fraxinus ornus), il Ginko (Ginkgo biloba), l’Alloro (Laurus nobilis), la Magnolia (Magnolia grandiflora), il Mirto (Myrtus communis), palme da dattero (Phoenix ssp.), Platani (Platanus orientalis) Lecci (Quercus ilex), il Sambuco (Sambucus nigra), il Tasso (Taxus baccata), Palma californiana (Washingtonia filifera) e il melograno (Punica granatum).
Un posto particolare e nascosto ma, a mio parere, con una vista su Roma insolita rispetto ai rinomati belvedere presenti in città.
Buona passeggiata!

 

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